mercoledì, Maggio 18, 2022
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Ligabue, la drammatica confessione: "Quando ho scoperto che mio figlio era nato morto"

Il famoso cantante Ligabue si racconta in una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui rivive la sua carriera e anche i dolori che ha dovuto affrontare nella sua vita.

Luciano Ligabue è uno dei nomi più noti nel panorama della musica italiana. Cantautore di successo è, infatti, amato da diverse generazioni grazie ai suoi brani sempre attuali, che vengono accompagnati da melodie sempre vincenti. Quest'anno torna a Campovolo, la sua casa, per incontrare dopo due anni di fermo i suoi milioni di fan, che attendono quella data con ansia e trepidazione. In una lunga recente intervista, Ligabue si è raccontato affrontando anche momenti di grande dolore passati.

Ligabue e il grande dramma della sua vita: "Mio figlio è sepolto nel cimitero degli angeli"

Una carriera lunghissima, gli esordi negli anni 80: Ligabue è amatissimo da decenni ormai, le sue canzoni continuano a risuonare sempre e alcune sono diventate dei grandi classici della musica italiana. La sua passione per la musica, dopotutto, è nata molto presto facendosi spazio tra un impegno e l’altro. Da giovane, infatti, Ligabue ha svolto lavori di ogni tipo passando dal ragioniere al conduttore radiofonico al commerciante.

Ma la musica è sempre stata la sua strada. Decisivo fu un concerto di Franco Battiato, proprio lì gli venne la voglia di diventare cantante, come spiega al Corriere della Sera: "Ero sotto il palco con la mia ragazza di allora, che nel libro chiamo Morena. Ero stato a stecchetto per un anno: gli ormoni erano rifrullanti. Arrivano due donne splendide, ne avverto la carica erotica, che però è tutta concentrata su Battiato. “Quant’è bbono!” grida una. E l’altra: “Me lo farei subito!”. Battiato: non proprio un sex symbol. Magari faccio il cantante, ho pensato"

Durante questa lunga intervista, che ha ripercorso la sua carriera, Ligabue ha anche ricordato brutti momenti, come la perdita del figlio alla nascita, avuto dalla compagna Barbara: "Ce lo fecero vedere. Me lo ritrovai in mano: un affarino di un chilo. Aveva i tratti della mamma. La voce di bambina della Barbara disse: è perfetto. L’ho fatto seppellire in un cimitero che ha un angolo chiamato degli angeli. All’inizio la Barbara ci andava tutti i giorni. Si sentiva come se il suo corpo fosse diventato marcio, incapace di dare la vita... Un pensiero ingiusto, ma il suo “sentire” la faceva stare così. Solo chi ci è passato lo capisce"

Un dolore che già aveva provato, con l'ex moglie Donatella, con la quale perse purtroppo due gemelli: "A Donatella avevo dato una manata in faccia giocando a nascondino. Non l’avevo fatto apposta, ma lei aveva pianto tanto, e non per il dolore. L’ho ritrovata dopo anni. Una persona meravigliosa. Insieme abbiamo sofferto e siamo stati felici, abbiamo perso due gemelli e abbiamo avuto Lorenzo Lenny, il mio primogenito"

Il quasi ritiro e la voglia di ritornare

Non tutti sanno che a un certo punto della sua carriera, Ligabue avrebbe voluto ritirarsi dalle scene, convinto che ormai aveva già dato tutto quello che c'era da dare. Ma poi, decise diversamente, per la fortuna dei suoi fan: "È vero. Non mi andava di essere etichettato come rocker, di quelli costretti a girare sempre con gli occhiali scuri. Non mi andava di vedere i paparazzi pure a Correggio. Di farmi un nemico a ogni “non posso”. Di avere qualcuno dall’altra parte in attesa di qualcosa da me. Di sentire che avere successo significa svendersi. E poi il solito senso di colpa. Invece mi sono reso conto che potevo fare canzoni per il piacere di farlo. E ho scritto Sulla mia strada: “Sono vivo abbastanza...”

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