martedì, Maggio 17, 2022
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Lui è peggio di me, Giorgio Panariello e Marco Giallini parlano dello show – Tutto Notizie

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Uno è un attore, l’altro è un comico. Dopo essersi incontrati a casa del regista Paolo Genovese tra loro è scattata la scintilla artistica. Stiamo parlando della “strana” coppia formata da Marco Giallini e Giorgio Panariello che da stasera, giovedì 4 febbraio 2021, saranno i mattatori dello show “Lui è peggio di me” in onda per quattro puntate in prima serata su Raitre.

+++ Giorgio Panariello e Marco Giallini dovevano andare in onda stasera, 4 febbraio 2021. Il programma è stato posticipato alla settimana prossima per via della crisi di governo. Al loro posto vi sarà un approfondimento legato alla politica +++ 

Lui è peggio di Me su Rai 3, parlano Giorgio Panariello e Marco Giallini

Abbiamo partecipato in streaming alla conferenza stampa di presentazione e con l’occasione noi di SuperGuida TV abbiamo chiesto a Giorgio se ci sarà spazio per argomenti a sfondo sociale ma anche per un racconto più autobiografico. Il comico toscano ha dichiarato: “Nei monologhi cercheremo di stare il più lontano possibile dall’attualità. La nostra missione è di regalare dei momenti di leggerezza al pubblico. L’unico riferimento alla situazione che stiamo vivendo sarà il gel igienizzante che terremo sulla scrivania considerando che non possiamo offrire da bere ai nostri ospiti. Parleremo delle nostre esperienze personali, anche dolorose, e condivideremo riflessioni. In un monologo parleremo anche del futuro. Nella prima puntata avremo modo di raccontare le nostre ambizioni, cosa ci ha spinto a stare insieme. In questo show sentiamo la necessità di restituire al pubblico la verità”.

Passando agli ospiti che interverranno nello show, abbiamo chiesto a Giorgio qualche anticipazione sui nomi, sondando anche l’eventualità di un coinvolgimento degli amici storici, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni. A tal proposito, Giorgio ha dichiarato: “Gli ospiti sono degli amici anche perché questo è un grande esperimento televisivo. Ci saranno Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni, Vinicio Marchioni, Edoardo Leo, Paola Turci, Kasia Smutniak, Antonello Venditti ma è previsto anche l’intervento di personaggi che gravitano nel mondo di Raitre”.

Ospiti di Lui è peggio di me

Marco Giallini si dice emozionato per questo debutto televisivo e afferma che per lui la difficoltà maggiore è stata quella di guardare dentro la telecamera. Per Giorgio è un ritorno invece allo show in prima serata dopo i successi ottenuti negli scorsi anni su Raiuno. Dopo l’esperienza di giurato a “Tale e quale show” è pronto a cimentarsi nuovamente in questa sfida:

“Ho portato un progetto a Raitre ed è stato accettato. Mi dispiace che non ci sia il pubblico, ho sempre voluto un pubblico genuino, non pagato. Ho sentito l’esigenza di tornare dalla gente fuori dai social e su Raitre ho trovato un ambiente intimo”, ha confidato.

Sull’assenza del pubblico in studio, si è detto molto dispiaciuto commentando anche la situazione drammatica un cui versano i teatri: “Non posso che stare dalla parte degli artisti. E’ scandaloso che un luogo come il teatro, facilmente controllabile con distanziamento e mascherine, non sia stato ancora riaperto. Che poi, sta ai cittadini, al buon senso, stare attenti anche in ambiti esterni al teatro. A volte è più pericoloso andare a bere un aperitivo piuttosto che andare a vedere uno spettacolo teatrale. Il nostro show avrebbe potuto avere un po’ di pubblico. L’assenza di pubblico è uno shock ed è anche triste”.

Giallini dal suo canto sentenzia: “La cultura da noi in Italia spesso è stata trattata come ultima per importanza. Come se si relegasse sempre l’arte all’ultimo posto, per abitudine”.

Sull’annosa questione dell’assenza del pubblico al Festival di Sanremo, il comico condivide la scelta sia pur con qualche riserva: “Non voglio entrare nello specifico, ma immagino che il motivo sia perché altrimenti tutti gli altri programmi e teatri avrebbero potuto chiedere ‘perché loro sì e noi no?’. Avrebbe creato un precedente, quindi è stato giusto non prevedere pubblico. Ma ribadisco: è una bischerata non permettere a tutti di avere un piccolo ospite”.

Giorgio e Marco sono uniti da esperienze di vita dolorose e in entrambi alberga un profondo senso di malinconia. Sul loro incontro, Giorgio ha rivelato: “Dopo la cena in cui ci siamo conosciuti, e dopo la diretta Instagram, ho scoperto il suo amore per la musica, e che gli piace dipingere. Così quando ho saputo che sia io che Marco volevamo entrambi fare uno show su Raitre, ci è venuto in mente di fondere i progetti e fare qualcosa insieme. Riguardo alle nostre esperienze di vita condivise, ad esempio, entrambi abbiamo perso un fratello. Non necessariamente racconteremo direttamente queste esperienze, ma le comunicheremo attraverso rimandi, battute”.

Entrambi si soffermano poi a parlare dei lavori dell’altro. Giorgio afferma di voler fare qualcosa anche nel cinema con Marco: “Io lo stimo molto, mi piacerebbe anche fare un lavoro al cinema con Marco. Ho visto tanti film con Giallini. I miei preferiti sono Se Dio vuole, Tutta colpa di Freud, o la serie sul commissario Schiavone. Apprezzo in particolare la sua capacità di passare da ruoli drammatici a ruoli comici. Lavoreremo bene insieme perché nessuno ha voglia di primeggiare sull’altro”.

Giallini ne apprezza le qualità definendo Giorgio un attore a tutto tondo: “Mi fa sorridere quando Giorgio si definisce solo un comico. Non è riduttivo definirsi comico, ma Giorgio è un attore a tutto tondo. Cito Gigi Proietti, che di cinema ne avrebbe dovuto fare anche di più. Giorgio è un grande attore, non è solo o comico o serio. Guardo qualunque sua produzione, mi fa morire dal ridere. La nostra coppia andrà bene perché nella vita di tutti i giorni non ci vediamo. Diventare privatamente amici l’uno dell’altro sarebbe più difficile di quanto pensassi”.

A conclusione della conferenza, a Giallini viene rivolta una domanda sulla possibilità di vederlo in televisione anche dopo questa parentesi. Con il suo sorriso sornione, Marco si mostra un po’ titubante affermando: “Non lo so, ero tentato di dire ‘se mi pagano più del cinema sì, ma siamo a Raitre…’ Sicuramente è molto faticoso”.

Sul suo passaggio a Raitre, Giorgio risponde: “Ci vuole anche un’apertura mentale per questo tipo di esperimento. Mi dicono spesso che questo programma non è da Raitre, ma non sono d’accordo. Per me c’è un solo pubblico: non esiste il pubblico di Raiuno, Raidue o Raitre. Poi, certo, noi giocheremo con le differenze fra le reti; ad esempio una delle mie battute preferite è che ci vogliono minimo tre lauree per lavorare su Raitre”.

Marco e Giorgio terminano la conferenza e tornano alle prove. Che questo sia solo l’inizio di una lungo e fortunato sodalizio artistico?

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