martedì, Maggio 17, 2022
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Coronavirus in Lombardia, dai neolaureati ai pensionati è caccia a 4.500 medici per la campagna di vaccinazione di massa – Tutto Notizie

Il governo ha promesso alla Lombardia 600 fra medici e infermieri dedicati alla vaccinazione della popolazione che inizia tra meno di tre settimane, partendo dagli over 80 anni. I circa 700 mila anziani (di cui 620 mila con malattie croniche) dovrebbero essere immunizzati tutti entro un mese, per stare al cronoprogramma presentato in Consiglio regionale. L’assessora regionale al Welfare Letizia Moratti ha subito replicato al commissario Arcuri che qui, di “vaccinatori” reclutati con i bandi statali ne servono oltre il quadruplo: 2.500 esattamente. E a questi si dovranno aggiungere altri duemila medici specializzandi, da trovare con un bando regionale.

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Giuseppina Piano

03 Febbraio 2021

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La base di partenza dunque è quella di 4.500 sanitari, un numero importante, ma che comunque è sicuramente di molto inferiore a quello che servirà per inoculare il siero a 6,5 milioni di lombardi, da aprile in avanti. Come fa notare Emilio Didonè, segretario generale dei Pensionati Cisl della Lombardia: “Anche trovando medici, infermieri e operatori che operano in continuazione significa vaccinare 175 mila over alla settimana, 25 mila al giorno, 1.041 ogni ora. E come è possibile che tra aprile e giugno si vaccinino gli altri 6,5 milioni di persone? Significa vaccinare 542 mila lombardi a settimana, 77.428 al giorno, 3.226 all’ora”.

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Tiziana De Giorgio

03 Febbraio 2021

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A simili ritmi, è facile rendersi conto che anche arrivassero i 4.500 previsti da Moratti, non basterebbero mai. Gli ospedali non possono destinare personale interno, perché devono dare priorità alle attività di routine. Infatti le Ats nella ricognizione in corso negli ospedali non stanno chiedendo disponibilità di risorse umane, ma solo verificando gli spazi eventualmente disponibili per realizzare centri vaccinali. L’esercito dei vaccinatori lombardi sarà formato da personale reclutato col bando regionale, al quale potranno aderire anche medici e infermieri abilitati ( laureati ma non ancora specializzandi), o in pensione, assieme ad altri professionisti sanitari, come i farmacisti. Accordi sono già stati siglati con le associazioni di categoria e anche con le associazioni e l’ordine dei medici di famiglia, disponibili sulla carta a entrare nella partita, quando ci saranno le strutture. Moratti ha già parlato della remunerazione prevista: 6,5 euro a dose inoculata.

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Andrea Montanari

05 Febbraio 2021

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Letizia Moratti e Guido Bertolaso, il commissario nominato per gestire tutta la complicata operazione nella regione più popolosa, stanno chiedendo a Roma anche fondi per retribuire con 25 euro all’ora i medici specializzandi del primo e secondo anno, che aderiranno al bando regionale. Nella legge di Stabilità è previsto che li si possa chiamare a collaborare un mese, ma solo a titolo gratuito, in cambio di crediti formativi. La richiesta di Palazzo Lombardia a Roma è invece quella di inserire nella legge di Stabilità un emendamento per prendere un compenso per questi giovani medici che si staccherebbero dal loro lavoro in corsia, con la previsione di dar loro la certezza di recuperare i mesi persi nella campagna vaccinale, con la sospensione della borsa di studio e i crediti formativi.

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Andrea Montanari

04 Febbraio 2021

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Detto questo, quando si entrerà nel vivo della campagna, l’esercito avrà bisogno anche di altre truppe. Infatti, saranno schierati i medici militari in 27 drive trough in grado di fare migliaia di somministrazioni al giorno, quando arriveranno le dosi di Moderna e AstraZeneca, facilmente conservabili anche senza i mega frigo che vanno a meno 80 gradi. Entreranno in campo anche migliaia di volontari: da quelli della Protezione civile a quelli delle Croci, anche per accompagnare gli anziani ai centri vaccinali. Il commissario nazionale Domenico Arcuri ha parlato delle “Primule” e sollecitato di un centro vaccinale ogni 40 mila abitanti. Ma in Regione, sulla scorta di uno studio ancora segreto del Politecnico, si stanno orientando piuttosto a creare mega strutture: ce ne saranno 50 in Lombardia, una ogni 200 mila cittadini. Aree di 13 mila metri quadrati in grado di fare 16.500 vaccini al giorno, come l’hub alla Fiera dove già si fanno le sperimentazioni. Per farli funzionare servono 602 fra medici, infermieri e amministrativi. In alternativa, palazzetti in cui fare 9mila dosi al giorno con 350 operatori. I centri più piccoli, a Bertolaso e Moratti, non sembrano adatti a una campagna che coinvolgerà 6,5 milioni di lombardi.

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